• 19/09/2020
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Luciano Benetton
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Luciano Benetton, leader della nota famiglia di imprenditori, ha scritto ieri una lettera aperta pubblicata da vari quotidiani per rispondere alle critiche che da mesi vengono rivolte ai Benetton, in particolare dal Movimento 5 Stelle, per la loro presunta responsabilità nel crollo del Ponte Morandi di Genova. I Benetton sono infatti importanti azionisti del fondo Atlantia, che a sua volta è azionista all’88 per cento di Autostrade Spa, la società che si occupava della manutenzione e della gestione del ponte.

Nella lettera Benetton accusa esplicitamente Di Maio di avere avviato una campagna di odio contro la sua famiglia, accusata di aver deciso scientemente di risparmiare sugli investimenti in manutenzioni del Ponte Morandi. Benetton ha sottolineato inoltre che la sua famiglia non può essere considerata direttamente responsabile del crollo, perché nessun componente della famiglia Benetton ha mai gestito Autostrade, nel senso che non ha mai ricoperto ruoli dirigenziali. E’ presto per stabilire se i Benetton hanno avuto un ruolo, anche se indiretto, nel crollo del Ponte Morandi, e Benetton dice il vero quando spiega che nessuno della sua famiglia ha mai gestito direttamente l’azienda responsabile della gestione e dei controlli.

Luciano Benetton e Luigi Di MaioL’inchiesta della procura di Genova è appena iniziata, e proprio nell’interesse dell’inchiesta stessa mi piacerebbe che una volta tanto in Italia non si cerchi subito un colpevole da mettere alla gogna, per poi insabbiare tutto il resto. Appena dieci giorni fa è emerso infatti che fin dal 2015 i vertici del ministero delle Infrastrutture fossero a conoscenza del rischio crollo per il Ponte Morandi. Finora le indagini hanno puntato a fissare soprattutto le responsabilità di Autostrade per l’Italia e della sua capogruppo. Ma va ricordato che alle sedute del consiglio di amministrazione di Aspi partecipa normalmente – in qualità di sindaco – un rappresentante del ministero delle Infrastrutture. Che poi dovrebbe riferire al dicastero stesso.

Un passaggio chiave su cui va fatta chiarezza. Omesso controllo o addirittura un insabbiamento da parte di funzionari del ministero? Per rispettare chi ha perso la vita in questa tragedia non bisogna cercare un capro espiatorio, ma fare luce fino in fondo per evitare che ne accadano altre.

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