• 28/09/2020
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Piero Angela
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Quella fra l’Italia e il coronavirus potrebbe essere una convivenza lunga. Lo dice il direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, Gianni Rezza, che però ci rassicura sia ricordandoci che il focolaio principale è circoscritto, ma soprattutto informandoci che l’arrivo della primavera potrebbe aiutarci: l’aumento del caldo può infatti frenare il virus anche in Italia, come avviene con raffreddore e influenza stagionale. Quello che però ha creato allarme in questi giorni, oltre alla sorpresa per le misure adottate per contenere il virus, sono stati alcuni pareri discordanti tra virologi, con annesse polemiche che hanno disorientato tutti. Credo sia dunque interessante conoscere il parere del più noto divulgatore scientifico italiano, Piero Angela, rispettato da tutti, uno dei pochi personaggi non divisivi del nostro paese. “Non mi era mai capitato niente del genere, sembra un film di fantascienza”, ammette il conduttore di Superquark, che poi sottolinea la particolarità del Covid-19.

“L’Hiv – dice – ha modalità di contagio ben precise e basta evitare certi comportamenti a rischio per evitare l’infezione. Il Coronavirus, invece, sembra circolare ovunque e colpire tutti. Non si sa ancora bene cosa sia, ha un tempo di latenza di due settimane o forse più, che permette a persone asintomatiche di diffondere involontariamente l’infezione anche solo starnutendo. E questo spiega la crescita esponenziale dei casi. Non mi fa paura, anche se penso che sia una cosa seria. Io però non rinuncerò a fare quello che ho sempre fatto, cioè viaggiare – prosegue Angela, 91 anni – Certo d’ora in poi lo farò seguendo le indicazioni delle autorità sanitarie: se mi dicono di indossare mascherina e guanti, li indosserò. Non posso giudicare se sono misure eccessive o no, mi fido di quello che mi dicono gli esperti. Da privato cittadino mi regolo con prudenza. Può darsi che abbia ragione lo scienziato secondo cui questa è un’infezione appena più seria di un’influenza, ma se poi non è così? Oggi, nel dubbio, meglio attenersi alle indicazioni delle autorità sanitarie. Se si fanno tutte queste cose che ci raccomandano, forse saremo capaci di contenere l’epidemia, se non le metteremo in pratica è sicuro che non ci riusciremo”.

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