• 22/09/2020
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cavallo rai - par condicio rai
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La Rai, non è la prima volta, è stata multata per aver violato la par condicio. Cosa c’è dunque di differente, questa volta? A parte la multa salatissima, 1.5 milioni di euro, l’Autorità per le Comunicazioni ora accusa esplicitamente la Rai di violare il Contratto di Servizio, che definisce precisi obblighi di equilibrio e imparzialità nell’ informazione che la tv di Stato assume verso tutti gli italiani in cambio del canone tv. In caso di violazione del contratto lo Stato ha quindi tutto il diritto di negare alla Rai una parte del canone. E’ la prima volta che un garante afferma questo principio di responsabilità, che se violato può procurare un danno erariale alle casse della tv di Stato. Credo sia una svolta importante, forse decisiva, perché il rischio di causare un potenziale danno economico può finalmente distogliere i partiti politici dal fare quello che hanno sempre fatto: occupare la tv pubblica per pilotare l’orientamento politico degli italiani. Oppure, in una prospettiva più realistica, non farlo in maniera sfacciata come sta avvenendo ora.

Nella denuncia dell’Autorità, ci sono vari esempi di faziosità e di fake news, uno dei più clamorosi quello avvenuto nel maggio scorso al Tg2, con un servizio dedicato al presunto fallimento del modello svedese sull’ integrazione. La giornalista sosteneva che in Svezia 60 quartieri di differenti città fossero completamente fuori controllo, zone dove la polizia non può nemmeno entrare. Il servizio citava anche il quartiere di Stoccolma soprannominato “Mogadiscio” (per la grande presenza di somali), sostenendo che al suo interno vige la sharia, la legge islamica. Peccato fosse falso: ci fu persino una protesta ufficiale dell’ambasciata svedese.

Ma evidentemente al Tg2 la linea è quella, e appena un mese dopo, nel dare la notizia dell’assassinio del carabiniere Mario Rega ad opera di due americani, si disse che i due responsabili dell’omicidio erano invece due nordafricani. Per episodi come questo, come vi ho già raccontato, metà redazione del Tg2 è in rivolta. Una galleria di errori ed orrori che l’Autorità per le Comunicazioni riscontra anche nelle trasmissioni di intrattenimento. “La puntata della trasmissione Realiti del 5 giugno 2019 – scrive l’AgCom – ha ospitato due cantanti neomelodici siciliani. Uno dei due, in studio, dice dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: ‘Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita, le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro’. Una chiara violazione del Contratto di Servizio – continua l’Autorità -che imporrebbe di veicolare una cultura della legalità”. Diciamo pure che si tratta di un esempio che fa rabbrividire e che conferma, di fronte a questo scempio, che solo levando alla Rai i soldi del canone possiamo liberarla dall’incompetenza e dalla lottizzazione dei partiti.

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