• 24/09/2020
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Alberto Sordi
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Secondo i dati del «Global Wealth Databook 2019» la ricchezza mediana degli italiani è di 142 mila dollari, quasi una volta e mezzo quella americana (che non compare tra i primi 10).

La statistica esiste anche per rispondere a queste domande. Ho cercato i dati. Quello che ho trovato mi ha sorpreso.

Ci sono diversi modi per valutare la ricchezza «mediamente». Due fra i più comuni sono la media statistica e la mediana. La ricchezza media statistica degli americani è più alta di quella degli italiani: oltre una volta e mezzo quella italiana. Ma la ricchezza mediana degli americani è molto più bassa di quella degli italiani: la ricchezza mediana degli italiani è quasi una volta e mezzo quella americana. I dati sono del Global Wealth Databook 2019 del Credit Suisse. Gli americani sono più ricchi di noi in media statistica, ma più poveri di noi in mediana. Non si tratta di piccole fluttuazioni statistiche: si tratta di differenze pesanti. La risposta alla domanda se siano più ricchi gli americani e gli italiani è davvero «dipende».

La prima considerazione che viene naturale fare è che la statistica è sottile e facilmente fuorviante. Chi volesse sostenere, magari per motivi politici, che l’America è un paradiso economico, e chi volesse sostenere, magari per opposti motivi politici, che l’America è un disastro economico, potrebbero entrambi brandire la statistica, tanto per argomentare che gli americani sono più ricchi di noi, quanto per argomentare che sono più poveri di noi. Non sarebbe male se fossimo tutti un po’ meno analfabeti sulla statistica: sarebbe molto bene insegnare un po’ di statistica in più a scuola.

Ma veniamo ai dati. Da cosa dipende la vistosa discrepanza? La media statistica è la ricchezza divisa per il numero degli abitanti. È un’indicazione di «quanto sarebbe ricco un americano se la ricchezza fosse divisa in parti eguali». La mediana è la ricchezza dell’americano «medio» nel senso di quello che sta a metà fra i ricchi e i poveri: metà dei cittadini sono più ricchi di lui e metà più poveri di lui. Data la forma della distribuzione della ricchezza, la mediana corrisponde più o meno a una valutazione del tipo «prendiamo un americano a caso: quanto è ricco?».

È chiara allora la ragione della discrepanza fra i due dati, che a prima vista è così sorprendente: in America c’è molta più disparità economica che in Italia. La ricchezza è ancora più concentrata nelle mani di pochi di quanto non lo sia in Italia. In America la ricchezza c’è, ma arriva alla maggioranza degli americani molto meno di quanto arrivi in Italia. C’è più ricchezza nell’insieme, ma l’italiano «medio» è più ricco dell’americano «medio». Ovvero, la maggioranza degli italiani è più ricca della maggioranza degli americani. E non di poco.

Questi dati d’altra parte confermano e spiegano l’esperienza episodica di qualunque italiano che viaggi abbastanza a lungo in America: il Paese nel suo insieme è ovviamente ricco e potente, ma quando si guarda la gente per strada, non c’è dubbio che sembrino in generale tutti più poveri degli italiani. Tanti quartieri americani, sia cittadini che rurali, sono decrepiti; tanta gente ha l’aria miserabile; fuori dalle sacche di splendore, è spesso tutto molto più spoglio e logoro che in Italia. Anche le case benestanti sembrano sempre un po’ baracche rispetto a qualunque casa italiana. Ho vissuto per anni negli Stati Uniti, senza mai trovare una finestra che avesse una qualità paragonabile alle finestre di una qualunque casa italiana. È un apparente paradosso che molti visitatori italiani notano in America. Ma non è un vero paradosso, è il fatto concreto che la ricchezza è concentrata nelle mani di molto pochi. Non è che gli americani sembrino più poveri perché abbiano gusti diversi, si vestano male, o non badino alla casa: è proprio vero che in generale sono più poveri degli italiani.

Ci sono alcune facili considerazioni che seguono immediatamente. Immaginiamo di avere la scelta di poter essere trasportati in America, e arrivare nella stessa posizione relativa sulla scala economica che abbiamo in Italia: cioè nel 10% dei più poveri se siamo nel 10% dei più poveri, e così via. Ci converrebbe, economicamente? La risposta è chiara: per la maggioranza degli italiani, decisamente no. Se il sistema politico, economico e sociale italiano si avvicinasse a quello americano, ci guadagnerebbero gli italiani? Risposta: i pochi molto ricchi sì, ma la maggioranza degli italiani ne avrebbe una perdita economica.

Questo risultato è indipendente dalle vistose differenze dei due sistemi sociali: per esempio il fatto che in Italia la sanità è pubblica, il costo dell’educazione è coperto in larga misura dallo Stato, esistono ammortizzatori sociali molto più efficaci eccetera, tutte cose che in America non ci sono. Anche indipendentemente da queste differenze sociali profonde, per la maggioranza dei cittadini è economicamente più conveniente essere in un sistema politico sociale come quello italiano che non in uno come quello americano. Con tutti i disastri italiani, viviamo in un Paese dove la maggior parte della popolazione è economicamente quasi una volta e mezzo più agiata che la maggioranza della popolazione del Paese più potente del mondo.

Qualche volta non sarebbe male ricordarlo.

Carlo Rovelli – Corriere della Sera

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