• 22/09/2020
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Gaia Tortora appoggiata sulla scrivania
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“Gli innocenti non finiscono in carcere”. La frase pronunciata dal ministro della Giustizia Bonafede ha fatto esplodere una polemica politica che ha coinvolto anche diversi giornalisti. Come Gaia Tortora, vice di Mentana al tg della Sette e figlia di Enzo Tortora, uno dei simboli di chi è stato sbattuto in carcere senza aver commesso alcun reato. Via Twitter ha chiesto spiegazioni a Bonafede, che ha subito chiarito di essere stato frainteso e ha ricordato di essere il ministro che più di tutti ha attivato gli ispettori del ministero per verificare i casi di ingiusta detenzione. Sembrava finita qui, ma evidentemente non per Marco Travaglio.

Il direttore del Fatto Quotidiano, in un editoriale intitolato Bonafede e Malafede, ha scritto: “Non c’è nulla di scandaloso se un innocente finisce in carcere: è la legge che lo prevede”, riferendosi ai detenuti in custodia cautelare messi in carcere in attesa di giudizio per il timore che inquinino le prove, scappino o ricommettano il reato. Questa volta Gaia Tortora lo ha attaccato, sempre su Twitter, senza girarci intorno. “Non c’è nulla di scandaloso se un presunto innocente è in carcere? Finora ho sopportato e sono stata una signora. Ora basta. Travaglio…Mavaffanculo”.

Travaglio spesso cita scrupolosamente fatti, dati e numeri a sostegno delle sue tesi. In questo caso però dimentica che, secondo i dati dell’Unione Camere penali, in Italia dal 1992 al 2018 circa 27 mila persone sono state risarcite per essere finite in carcere da innocenti. Mille all’anno, tre al giorno, una ogni otto ore. Numeri troppo alti per non pensare che ci sia un abuso della custodia cautelare. Senza contare che soltanto una parte degli aventi diritto rivendica effettivamente un risarcimento e non tutte le persone che lo richiedono lo ottengono. Travaglio ovviamente non ha preso bene l’invito di Gaia Tortora via social, come risulta evidente dal successivo tweet della conduttrice di Omnibus: “Chiedo al Signor Marco Travaglio di ripetere in pubblico ciò che mi sta scrivendo via SMS e che custodirò gelosamente. Perché al peggio non c’è mai fine”.

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