• 19/09/2020
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Qualcosa di meraviglioso film
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C’è un bel film francese basato su una storia vera che curiosamente esce nelle nostre sale lo stesso giorno in cui emerge una triste storia italiana, che ha molto in comune con quella transalpina, ma non il finale. In entrambe protagonisti sono due bambini con la passione per gli scacchi. Nel Vicentino un dodicenne nato in Italia, di origini bengalesi, appassionato di scacchi e primo della classe dopo essere stato bocciato in prima elementare perché non sapeva una parola d’italiano, è stato costretto a imbarcarsi in un aereo dal padre, destinazione Bangladesh. Stava diventando troppo occidentale. Il suo vicino di casa, che oltre a trasmettergli la passione per gli scacchi lo ha aiutato con l’italiano dopo la bocciatura, negli anni lo ha visto crescere appassionandosi ai romanzi di Verne o Salgari, e diventare campione del circolo locale di scacchi. Fino all’improvvisa scomparsa.

Qualcosa di meraviglioso scacchiIl film “Qualcosa di meraviglioso”, con Gérard Depardieu, è basato invece sulla storia di Fahim, nato in Bangladesh, che il padre, per sottrarlo a un tentativo di rapimento, decide di portare in Francia per salvarlo. A soli 8 anni si ritrova lontano dalla madre, solo con il papà per le strade di Parigi, entrambi clandestini senza parlare una parola di francese. Nel suo paese aveva già vinto qualche torneo di scacchi, e la svolta arriva quando viene ospitato, nella periferia parigina, proprio in un club di scacchi. Dove il maestro (Depardieu), lo aiuta ad affinare il suo talento. Fahim, ancora senza documenti, nel 2012 diventa campione di Francia under 12 e la sua storia arriva in tv, quando non può partecipare agli europei perché senza permesso di soggiorno. Un caso mediatico che lo aiuta ad uscire dalla clandestinità; un talento che gli permette di sfidare la sorte e, a differenza del bambino di Vicenza, di cambiare la sua vita.

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