• 19/09/2020
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elio germano miglior attore al festival di berlino con l'orso d'argento
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Trionfo di Elio Germano nell’ edizione numero 70 del Festival cinematografico di Berlino, che ha vinto l’Orso d’argento come miglior attore per la formidabile interpretazione di Ligabue in “Volevo nascondermi”, di Giorgio Diritti. Un altro prestigioso premio per uno dei migliori interpreti del nostro cinema, già vincitore di tre David di Donatello e del “Prix d’interprétation masculine” al festival di Cannes nel 2010 per “La nostra vita“, di Daniele Luchetti. A Berlino Elio Germano è stato premiato dalla giuria “Per il suo straordinario lavoro nel catturare sia la follia esteriore che la vita interiore dell’artista Toni Ligabue”.

L’attore romano, con due premi in due dei maggiori festival internazionali come Berlino e Cannes, entra in un novero di attori che comprende mostri sacri come Marcello Mastroianni e Gian Maria Volonté. “Dedico il premio a tutti gli storti, tutti gli sbagliati, tutti gli emarginati, tutti i fuori casta e ad Antonio Ligabue, alla grande lezione che ci ha dato, che è ancora con noi perché quello che facciamo in vita rimane – ha detto Germano durante la premiazione – Lui diceva sempre ‘Un giorno faranno un film su di me’, ed eccoci qui”.

A completare il successo del cinema italiano, a Berlino è arrivato anche l’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura ai fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo per “Favolacce”, favola dark ambientata nella periferia di Roma. “E’ una storia che parla di noi che cerchiamo di capire cosa possa essere la vita, una scrittura che parla a tutti, un omaggio di inventiva e rabbia – hanno detto i gemelli, nati nella periferica Tor Bella Monaca, al loro secondo lungometraggio dopo il bellissimo “La terra dell’abbastanza” – Ci abbiamo messo anni a dirigerla, ma ogni volta l’abbiamo ripresa in mano senza fare quasi cambiamenti, era perfetta. Siamo pieni di gratitudine per la resistenza che ci ha permesso di corazzarci e andare avanti oltre i rifiuti, oltre la fatica di provare a spiegare che la storia che volevamo presentare aveva un enorme cuore e ci ha dato immensa gioia il fatto che la giuria abbia capito questa nostra intenzione”.

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