• 19/09/2020
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Class action carnival
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Proseguono in tutto il mondo richieste di risarcimento per una cattiva gestione nelle misure di sicurezza adottate per contrastare la diffusione del Covid-19. Oltre 1.000 passeggeri di una nave da crociera che venne colpita dal coronavirus hanno avviato una class action contro l’armatore Holland America Line e la casa madre Carnival Corporation, accusandoli di cattiva gestione del focolaio scoppiato lo scorso marzo a bordo della MS Zaandam. L’ accusa contro le due società è quella di non aver preso provvedimenti adeguati per salvaguardare e mitigare il rischio di infezione da coronavirus per i loro passeggeri dopo che il virus si era già diffuso su diverse navi del gruppo, tra cui la Diamond Princess e la Grand Princess della controllata Princess Cruises.

La MS Zaandam cominciò il suo viaggio dal porto di Buenos Aires, in Argentina, il sette marzo scorso, ma il 13 marzo la Holland America Line annunciò la sospensione delle attività per almeno 30 giorni; il giorno dopo quindi la nave cercò di rientrare prima in un porto argentino, poi in uno cileno, ma in entrambi i casi le autorità negarono l’ingresso. Secondo la denuncia, ai passeggeri venne detto di auto-isolarsi nelle loro cabine quando la società sapeva già da almeno una settimana che alcuni membri dell’equipaggio presentavano i sintomi della malattia. La Zaandam ricevette il permesso di attraccare nel porto di Everglades, in Florida, solo il tre aprile, quando gran parte dei passeggeri furono fatti sbarcare.

La class action dei 1000 passeggeri è promossa dai coniugi Leonard Lindsay e Carl Zehner. Quest’ultimo è uno dei passeggeri colpiti più duramente dal virus, tra la vita e la morte per tre settimane in terapia intensiva attaccato a un ventilatore.

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