• 19/09/2020
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Tg2 cubo
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Chi pochi giorni fa ha partecipato all’assemblea dei giornalisti del Tg2 è rimasto colpito dalla violenza verbale degli interventi, che durante le sei lunghe ore della riunione ha toccato picchi altissimi. Ora, chi ha un minimo di esperienza di riunioni del genere non si sorprende affatto; vi assicuro che le ricostruzioni che avete visto in alcuni film non danno un’idea del cinismo che caratterizza i discorsi “privati” di molti giornalisti. Eppure qualcuno, in maniera anonima, ha raccontato di non aver mai visto nulla del genere, con una rissa evitata per un soffio grazie all’intervento di alcuni che hanno diviso i colleghi pronti a passare alle vie di fatto; al termine non è stato persino possibile redigere un documento sindacale riepilogativo, come da prassi, perché mancava un accordo tra le due anime della redazione che si stanno facendo la guerra.

Gennaro SangiulianoMa cosa sta realmente succedendo? Nell’ultimo anno e mezzo il Tg2 ha subito una profonda crisi di ascolti: l’edizione principale, quella delle 13, ha perso quasi 200mila spettatori, e considerando anche le altre edizioni, il calo è stato del 7%. Calo di ascolti che coincide con il cambio di direzione: un anno e mezzo fa è arrivato Gennaro Sangiuliano, ex dirigente del Movimento Sociale Italiano poi vicedirettore di Libero, voluto dalla Lega per fare un telegiornale sovranista. Quasi metà della redazione imputa a lui la perdita di credibilità del giornale, l’altra, tra cui i vicedirettori e i caporedattori, è schierata con il direttore voluto da Salvini. Ora molti temono ritorsioni contro chi si è schierato contro Sangiuliano. Tra cui una nota conduttrice del Tg2, che durante il suo intervento critico è stata zittita da un caporedattore che le ha intimato di dimettersi.

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