• 22/09/2020
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DjoKovic e Dimitrov camminano abbracciati, ma ora Djokovic è positivo al coronavirus
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Novak Djokovic nella bufera: l’Adria Tour organizzato nell’ex Yugoslavia dal tennista serbo, senza alcun distanziamento sociale fra il pubblico e fra i giocatori, si è rivelato come non era difficile prevedere un focolaio, che ha contagiato finora una ventina di persone. Dopo il bulgaro Dimitrov, il numero 13 del mondo Borna Coric, Troicki e sua moglie (incinta), ora anche Djokovic è positivo al Coronavirus.

“Sono estremamente dispiaciuto per ogni caso di contagio. Spero che questo non complichi la situazione sanitaria di nessuno e che tutti stiano bene – ha detto l’ex numero uno del mondo – Rimarrò in auto-isolamento per 14 giorni e ripeterò i test ogni 5”.

Sono scuse tardive e poco convincenti: i rischi erano ben noti fin dall’inizio, ma Djokovic, no vax convinto, li ha coscientemente ignorati, decidendo di non seguire le minime precauzioni consigliate dalle autorità sanitarie di tutto il mondo. Inoltre la scorsa settimana nel torneo organizzato dal serbo si sono svolte anche numerose attività collaterali, vedi partita di calcio tra tennisti, di basket con una squadra croata e serate in discoteca con Djokovic, Dimitrov, Zverev ed altri impegnati in balli scatenati. Una situazione gestita malissimo, con immagini che hanno fatto il giro del mondo e attirato moltissime critiche, in particolare di tutto il mondo del tennis.

L’esibizione è stata un’idea da stupidi – scrive sui social uno dei giocatori più talentuosi del circuito, Nick Kyrgios – Questo è quello che succede quando non si rispettano i protocolli. Non è uno scherzo”. “Pare che nel mondo ci sia una pandemia”, ironizza Andy Roddick . “Uno show dell’orrore” secondo il brasiliano Soares; altrettanto dura l’olandese Kiki Bertens che si chiede in che mondo viva il tennista serbo.

Sembra incredibile, ma Novak è anche il presidente del consiglio dei giocatori dell’Atp, carica che dubito continuerà a ricoprire. Le sue idee personali mal si conciliano con un ruolo del genere, come dimostrano anche le dichiarazioni del serbo delle ultime settimane contro le misure di sicurezza che la federazione americana ha deciso per poter giocare gli Us Open. “Un protocollo estremo”, lo ha definito. Ma ancora più netto è stato riguardo l’ipotesi di doversi vaccinare per continuare in futuro a giocare, confermando le sue posizioni no-vax: “Personalmente sono contrario alla vaccinazione e non vorrei essere costretto da qualcuno a prendere un vaccino per poter viaggiare”.

Uno sportivo di successo, un personaggio pubblico idolatrato da milioni di tifosi che lo ascoltano, dovrebbe fare più attenzione a quello che dice. Ma non si tratta, come nel caso degli altri giocatori che lo hanno seguito in questa sciagurata avventura, di superficialità: Novak da sempre utilizza la sua notorietà per diffondere idee controverse, senza basi scientifiche, come quelle di un saggista giapponese teorico della ”memoria dell’acqua”. In cosa consiste lo ha spiegato proprio Djokovic in una diretta social che ha scatenato molte polemiche: ”Conosco alcune persone – ha detto il serbo – che attraverso la trasformazione energetica e le proprie emozioni positive sono riuscite a trasformare il cibo più tossico e l’acqua più inquinata nell’acqua più curativa. Perché l’acqua si trasforma”.

Il tennista Tennys Sandgren nei giorni scorsi ha ironicamente twittato: “Se Novak non prende il Covid comincerò a benedire l’acqua con le mie vibrazioni positive”.

Non sarà necessario.

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