• 24/09/2020
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Ennio Morricone dirige (addio Ennio Morricone)
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È morto nella notte per le conseguenze di una caduta il premio Oscar Ennio Morricone, il grande musicista, compositore, direttore d’orchestra, arrangiatore e autore delle colonne sonore più belle del cinema mondiale. Aveva 91 anni.

Morricone aveva lasciato al suo avvocato un testo da divulgare dopo la sua scomparsa, poche parole che dicono tutto della personalità di un genio che il mondo ci invidia. “C’è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare”.

Il momento della benedizione della salma è stato accompagnato dalle note della colonna sonora di “Mission”, la preferita del grande compositore. Morricone era stato ricoverato un mese fa dopo una caduta dovuta ad un mancamento per un disturbo respiratorio, che gli aveva provocato la frattura del femore. Operato immediatamente, è stato poi ricoverato in medicina interna, dove è deceduto sempre per complicanze respiratorie.

Ha vinto due Oscar, uno onorario l’altro come miglior colonna sonora per “The Hateful Eight” di Tarantino. Un Leone d’oro alla carriera, tre Golden Globe, tre Grammy Award, sei Bafta, dieci David di Donatello, undici Nastri d’argento e due European Film Awards. Ha composto più di 500 colonne sonore, con 70 milioni di dischi venduti: a differenza di molti altri autori, le sue colonne sonore sono gioielli che vivono di luce propria. “Mi piacerebbe che il pubblico ascoltasse a occhi chiusi. Guardare non serve a niente. Lo dico, ma nessuno mi dà retta”, ha affermato più volte il grande maestro.

Morricone ha lavorato con i più grandi registi internazionali, da Terence Mallick a Brian De Palma (memorabili le musiche de “Gli Intoccabili”), Pedro Almodòvar (“Legami”), Roman Polanski (“Frantic”), tre volte con Bertolucci (come in “Novecento”) e naturalmente Sergio Leone, con il quale ha formato un sodalizio artistico che ha prodotto capolavori canticchiati in ogni angolo del mondo.

“Ho scritto più di cinquecento pezzi e mi chiedono solo degli spaghetti western”, amava scherzare a proposito del suo connubio con il regista romano. Legame ricco di particolari sorprendenti: il musicista ha rivelato che un giorno Leone gli chiese se avesse qualche scarto di altri registi. “Mi misi al piano e suonai “C’era una volta in America”. L’avevo scritta per “Amore senza fine”, ma ritirai la mia musica quando Zeffirelli cercò di imporre nella mia colona sonora una canzone di Lionel Richie”.

Significative le sue innovazioni, come l’uso della voce umana, dei suoni della natura e l’utilizzo di strumenti fino a quel momento non utilizzati per le colonne sonore. Un compositore d’avanguardia e un arrangiatore pop, senza mai dividere la musica in alta e bassa. Morricone aveva una formazione classica (“Mi sento in debito nei confronti di Bach e Stravinskij”), ma ha voluto rivoluzionare anche la musica pop. Ha arrangiato o scritto canzoni diventate classici della musica italiana, “Sapore di sale”, “Se telefonando”, “Il mondo”, o successi internazionali, come “Here’s to you” di Joan Baez, o “It couldn’t happen here” dei Pet Shop Boys, sempre senza badare a i generi o alla lontananza dei loro mondi musicali.

Un amore ricambiato dal mondo del rock e del pop: nel 2007 con “We all love Ennio Morricone” è stato omaggiato attraverso riletture dei suoi brani da un gruppo di celebri artisti tra i quali Bruce Springsteen, Roger Waters, Celine Dion, Quincy Jones ed Herbie Hancock. Tutti da riascoltare, specie l’ omaggio più riuscito, “The Ecstasy of Gold” (da “Il Buono, il Brutto e il Cattivo), suonato dai Metallica .

Non si contano le dediche sui social già pochi minuti dopo la notizia della sua scomparsa. Riassume bene il pensiero di tutti Vasco Rossi: “Il privilegio dell’artista è morire sapendo che la sua arte non morirà mai”. Russel Crowe ha twittato in italiano: “Ennio, Ennio, Ennio… Ciao. Grazie. Grazie per tutti i grandi viaggi”. Naturalmente non poteva mancare l’omaggio di Quentin Tarantino, che ha sempre paragonato Morricone ai grandi compositori della musica classica. “Il re è morto, lunga vita al re”, ha scritto il regista americano, pubblicando due fotografie del grande compositore, una in cui era al suo fianco e l’altra mentre stringe l’ Oscar vinto nel 2016, per la colonna sonora del suo film “The Hateful Eight” .

“Il silenzio è musica, almeno quanto i suoni, forse di più – disse Morricone al suo grande amico Giuseppe Tornatore – Se vuoi entrare nel cuore della mia musica, cerca tra i vuoti, tra le pause. Ogni suono è soltanto la pausa di un silenzio. La mia musica parte da qui”.

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