• 22/09/2020
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raffaella carrà oggi. 77 anni, auguri Raffaella!
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Auguri Raffaella, un’icona di libertà, un mito per il suo talento e per il suo stile. Il più bel complimento gliel’ha fatto Pedro Almodóvar, che sintetizza come meglio non si potrebbe il suo successo internazionale: “Raffaella Carrà non è un’artista, è uno stile. Lei, come pochi al mondo, ha creato uno stile”. Cantante, attrice, ballerina, ha rivoluzionato il modo di intrattenere il pubblico, con un’energia contagiosa e una voglia di libertà che l’ha spinta dove nessuno aveva mai osato. Come nel ‘71 con il Tuca Tuca, subito censurato dai bigotti dirigenti Rai, o con canzoni con testi per l’epoca audaci, come “Tanti auguri” o “Pedro”. Strano quindi che ancora oggi lei si chieda perché è diventata un’icona planetaria gay: “La verità è che morirò senza saperlo – ha detto – Sulla tomba lascerò scritto: “Perché sono piaciuta tanto ai gay?”.

Con eleganza maliziosa e look indossati con ironia, è stata la prima donna a mostrare l’ombelico in tv in Italia: “Quella del Tuca Tuca è una storia incredibile: lo ballai con Enzo Paolo Turci e fu considerato troppo trasgressivo, così lo cancellarono dalla televisione, la Rai me lo censurò dopo una puntata malgrado fosse in cima alle classifiche dei 45 giri – ha raccontato la Carrà – Poi una sera Alberto Sordi, a cena da me, mi fa: ‘Vengo da te a Canzonissima, ma solo se possiamo ballare quella cosa”. Non potevano dire di no a Sordi. Fu memorabile: mi sfiorava i seni con la punta delle dita. Gli sussurrai, dopo: “Albè, stavolta ce cacciano”.

Allergica alle convenzioni, è la dimostrazione di come si possa conquistare e mantenere il successo rimanendo fedeli a se stessi. Sempre avanti coi tempi, come sua madre. “Mi hanno cresciuto due donne, lei e la nonna – ricorda l’artista bolognese – Mia mamma Angela Iris fu una delle prime a separarsi nel dopoguerra. Non si risposò più. Le cose erano andate male subito: la prima notte di nozze l’aveva passata su una poltrona”.

Da piccola il suo sogno era diventare una grande coreografa. “A otto anni sono andata via da Bologna per frequentare l’Accademia nazionale di Danza a Roma. Sacrifici a non finire, esercizi interminabili, ossessioni. Io che stavo sulle punte da quando avevo tre anni. Da rovinarsi i piedi. Poi a quattordici anni mi dicono che avevo le caviglie troppo piccole. E che avrei dovuto studiare fino a 28 anni. Sono scappata via. Decisi di fare l’esame al Centro sperimentale di cinematografia per diventare attrice”.

Dopo piccoli ruoli ne “La lunga notte del ’43” e in “Maciste nella terra dei Ciclopi” (Raffaella Carrà è quella che sviene dopo aver toccato Maciste con un dito), lei non demorde, lavora con Monicelli, in teatro e ne gli sceneggiati televisivi, fino ad arrivare a Hollywood, dove gira “Il colonnello Von Ryan”, con Frank Sinatra . “Frank mi chiamava la signora Von Ryan, era molto cortese e, a quel tempo, aveva voglia di sposarsi. Lo ammiravo, ma i suoi occhi magnetici non mi hanno fatto innamorare”. Firma un contratto per altri due film con la 20th Century Fox, ma (come Virna Lisi) decide di recedere perché trova Los Angeles molto noiosa: “Tutto il cast del film si ritrovava ogni sera nella villa di questo o di quello e passavano la serata a bere, io mi annoiavo mortalmente. Stavo dieci minuti e poi tornavo nella villa che mi avevano dato, a continuare la serata con mamma, che mi aveva accompagnata negli States”.

Nel suo destino ci sono la musica e la televisione. Nel 1970 presenta Canzonissima e diventa famosissima, affiancata prima da Corrado poi nei due anni successivi da Mina. Ma tra gli anni ‘70 e ‘80 si dedica soprattutto alla musica. Pochi ricordano che Raffaella con brani come “Rumore” (forse il suo pezzo più bello, attualissimo ancora oggi), “A far l’amore comincia tu” o “Ballo Ballo”, solo per citarne alcuni, ha venduto nel mondo 60 milioni di dischi, molti dei quali cantati anche in spagnolo o tedesco. Sempre tra i ‘70 e gli ‘80 la sua storia d’amore con Gianni Boncompagni. “Ho avuto due grandi storie d’amore note, con Boncompagni e con Iapino. E altre ignote che non rivelerò mai… Mia madre voleva io sposassi un medico o un architetto, ma che gli raccontavo? Non è stato facile vivere con un uomo separato con 3 figlie, una cosa non prevista dalle leggi di allora. Il babbo che cercavo l’ho trovato in Gianni Boncompagni, che aveva 11 anni più di me. Finalmente mi sono rilassata, lui è stato presente anche nei miei momenti di paura e di stanchezza. Alla fine ci siamo separati solo per un fatto di distanze, ero sempre lontana, avevo un grande successo in Spagna con le mie canzoni, poi in America Latina. Questo ha fatto sì che ci fosse un distacco inevitabile”.

Il suo più grande rimpianto è di non avere avuto figli. Quando stava con Boncompagni badava lei al le sue figlie. “Ma non mi sono mai sostituita alla loro mamma, sono stata per loro un’amica e una confidente. Ho perso un fratello a 56 anni di tumore e gli ho promesso che avrei fatto da babbo ai suoi figli. La dimensione genitoriale, in fondo, si può vivere in tanti modi. Io, per esempio, non ho mai smesso di adottare bambini a distanza. Ogni anno mi arrivano le loro foto e vederli crescere mi rende felice. Il destino non mi ha lasciato sola”.

Raffaella ama nuotare e fare ginnastica: “Piccoli movimenti giusti per tenere il corpo sempre in stretch”. Ha una dieta tutta sua: mangia solo una volta al giorno dal lunedì al venerdì, mentre nel fine settimana ha libertà assoluta. Incredibile, ma non ha mai scritto un’autobiografia: “Mi piacerebbe sciogliere alcuni luoghi comuni sul mio conto, ma se penso che dovrei andare a promuoverla in giro, allora preferisco non scriverla proprio!”.

A fine anno tornerà in tv con la nuova stagione di A raccontare comincia tu: protagonisti degli incontri dovrebbero essere Tiziano Ferro, Emma Marrone, Mika e un altro personaggio al momento top secret: “Ho l’ansia da prestazione come Fiorello, per questo tendo a fare solo qualcosa che mi incuriosisce. Alla mia età non mi metto al lavoro su un progetto lungo, non voglio vivere nell’ansia, voglio sentirmi libera perché è da quando ho 15 anni che galoppo! ”.

Ha rivelato che quando le chiesero i diritti di A far l’amore comincia tu per La Grande Bellezza, lei disse no: “Pensavo ai soliti 20 secondi in un film commerciale, non avevo capito si trattasse di Sorrentino. Quando il film ha vinto l’Oscar ero gonfia come un pavone. Era un po’ come se lo avessi vinto anche io”.

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